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Campi Flegrei – Solfatara

Il nome dei Campi Flegrei deriva da “Flegraios” che in Greco vuol dire “ardente” e che indica la caratteristica predominante di questa vasta zona pianeggiante che si estende dal fiume Sebeto, a nord di Napoli, fino a Cuma.

Il territrio Flegreo è ricchissimo di fenomeni vulcanici che trovano la massima espressione nella “Solfatara di Pozzuoli“, ove sono visibili “mofete”, fumarole e “vulcanetti di fango”, in piena e costante attività.

Andando per gradi, si incontra prima la conca di Agnano, a breve distanza dal quartiere di Fuorigrotta, dove trova collocazione un’importante Stazione Termale, ricca di particolari e benefiche acque e fanghi radioattivi. Attraverso la strada statale Domitiana si arriva a Pozzuoli ove oltre alla Solfatara, si può ammirare l’Anfiteatro Flavio e, verso il Porto, il Tempio di Serapide, le cui colonne emergono dall’acqua di mare il cui livello si modifica per effetto del fenomeno del bradisismo, ovvero l’innalzamento o abbassamento della crosta Terrestre.

Ancora oggi sono visibili resti di Ville costruite dai Romani che resero famosa la cittadina di Baia, di cui esistono i resti sommersi, e che fu considerata la più lussuosa stazione balneare dell’antichità. In zona si possono visitare gli Scavi di Cuma, una delle prime colonie greche in Italia, dai quali si ammirano l’Antro della Sibilla in cui venivano dettati gli oracoli ed il Tempio di Giove. Ancora nei Campi Flegrei rientrano il Lago di Fusaro, con la Casina Vanvitelliana ed il Lago d’Averno, dove gli antichi ponevano l’ingresso nel mondo degli inferi,e sulla cui sponda si collegano le Grotte della Sibilla.

Per raggiungere i Campi Flegrei prendere il treno per Napoli e poi la Metropolitana per i “Campi Flegrei”, gli altri siti, invece, sono raggiungibili in autobus.